Il cicloturismo non è più una nicchia per appassionati con le gambe d’acciaio. È diventato il modo più sensato di completare un viaggio: rallentare, guardare il paesaggio da un’altezza diversa, raggiungere quei posti che dalla strada non si vedono e a piedi non ci arrivi mai.

Che si tratti di una e-bike noleggiata il venerdì sera o della propria bici caricata in auto, l’equazione è sempre la stessa: due giorni, un percorso calibrato, qualcosa da mangiare lungo la via. Niente di più complicato.

Ecco cinque percorsi italiani da inserire nel calendario del weekend — diversi per paesaggio, difficoltà e spirito, ma accomunati da un principio: si pedala per capire un territorio, non per conquistarlo.

Ciclovia del Sole: da Bologna a Ferrara lungo il Po

Distanza: circa 60 km · Difficoltà: facile · Stagione ideale: primavera e autunno

Partiamo dalla più iconica. La Ciclovia del Sole è uno dei grandi assi cicloturistici d’Europa: collega Verona a Firenze lungo un tracciato che attraversa la Pianura Padana e poi scende verso il Valdarno. Ma il tratto che convince di più, soprattutto per un weekend, è quello che unisce Bologna a Ferrara.

Si parte dal centro di Bologna — idealmente dalla zona delle Due Torri, che già da sola vale la mattina — e si scende verso nord attraverso la campagna emiliana, seguendo le arginature del Reno fino all’incontro con il grande Po. Paesaggio piatto, percorso segnato, pochissimo traffico. Il tipo di giornata in cui ci si dimentica di guardare l’orologio.

Ferrara arriva piano, con le mura estensi che si stagliano prima ancora di essere dentro la città. Qui l’arrivo ha senso doppio: Ferrara è lei stessa una città ciclistica per eccellenza, con una rete di piste interne e un’atmosfera da piazzarsi a un tavolo in centro e non andare da nessuna parte per un po’.

Per dormire, conviene scegliere una struttura nel centro di Ferrara o lungo il percorso tra Bondeno e Stellata: l’offerta bike-friendly è cresciuta molto negli ultimi anni, con hotel che propongono rimessaggio sicuro, colazione anticipata e mappe dei percorsi locali.

Da non perdere: la Delizia Estense di Belriguardo, a pochi km dalla ciclabile; e il mercato del sabato mattina di Ferrara, da raggiungere comodamente in bici.

Costa Adriatica: Rimini–Cervia tra pinete e lungomare

Distanza: circa 45 km · Difficoltà: molto facile · Stagione ideale: maggio–giugno, settembre

La rete ciclabile della Riviera Romagnola è probabilmente la più democratica d’Italia. Pista larga, segnaletica chiara, accesso ai servizi ovunque, paesaggio variabile tra pineta, lungomare e retroterra con canali e valli. Non richiede allenamento specifico, funziona benissimo con la e-bike noleggiata il venerdì sera, e si può interrompere quando si vuole senza sentirsi in colpa.

Il percorso Rimini–Cervia tocca Riccione, Misano Adriatico e Milano Marittima, alternando tratti a ridosso del mare ad altri immersi nella pineta. Trovare un bike hotel a Riccione risolve la logistica in un colpo solo: rimessaggio, officina, personale che conosce i percorsi e sa dirti quali tratti evitare fuori stagione.

Il punto di forza di questo weekend non è la distanza — 45 km sono abbordabili quasi per chiunque — ma la capacità di costruire una giornata ibrida: pedalata la mattina presto, sosta a Cervia per il mercato del sale, ritorno nel pomeriggio con variante nell’entroterra verso Cesenatico e il museo della marineria. La bici diventa uno strumento di lettura del territorio, non un fine.

Da non perdere: il porto canale di Cesenatico progettato da Leonardo da Vinci, e le valli di Comacchio a un’oretta di percorso verso nord.

Lago di Garda: la sponda est da Peschiera a Malcesine

Distanza: circa 38 km · Difficoltà: facile-media · Stagione ideale: aprile–ottobre

Poche ciclabili italiane hanno il colpo d’occhio della pista che costeggia la sponda est del Garda. Si parte da Peschiera del Garda — raggiungibile in treno da Verona, Milano e Brescia, il che risolve il problema del ritorno — e si sale verso nord lungo una strada che in alcuni tratti è incastrata tra la roccia e il lago, con l’acqua a pochi metri e le montagne dall’altra parte.

Il percorso non è completamente pianeggiante: ci sono alcuni brevi strappi tra Torri del Benaco e Malcesine, ma niente che una e-bike non gestisca con disinvoltura. Il premio è arrivare a Malcesine con il castello scaligero sullo sfondo e il traghetto per attraversare il lago se si vuole chiudere il giro dalla sponda opposta.

Dormire a Torri del Benaco è la scelta migliore per spezzare il weekend: paese piccolo, lungolago tranquillo, strutture abituate ai cicloturisti. La domenica mattina si riparte freschi e si arriva a Malcesine per pranzo.

Da non perdere: la funivia di Malcesine per una vista sul lago dall’alto, e il mercato del pesce di Bardolino se si torna via Garda nel pomeriggio.

Via Appia Traiana: borghi e ulivi nel cuore della Puglia

Distanza: circa 50 km · Difficoltà: media · Stagione ideale: marzo–maggio, ottobre

Questo è il percorso per chi vuole qualcosa di meno convenzionale. La Via Appia Traiana ricalca il tracciato dell’antica strada romana che collegava Benevento a Brindisi, attraversando una Puglia interna che la maggior parte dei turisti non raggiunge mai: niente Polignano, niente Alberobello affollata, niente lungomare. Solo uliveti millenari, masserie, muretti a secco e borghi che sembrano fermi a cinquant’anni fa.

Il tratto più bello per un weekend si sviluppa tra Egnazia e Ostuni, con possibilità di deviazione verso Fasano e la Valle d’Itria. Il fondo stradale non è sempre asfaltato — alcuni tratti corrono su strade bianche che richiedono una bici con pneumatici leggermente più larghi o una gravel — ma è proprio questo che regala la sensazione di pedalare dentro la storia, non intorno a essa.

L’offerta ricettiva è cresciuta: diverse masserie propongono pacchetti bike-friendly con bici a noleggio incluse, colazione con prodotti locali e transfer verso i punti di partenza dei percorsi.

Da non perdere: il sito archeologico di Egnazia, raggiungibile direttamente in bici; e una sosta alla Osteria del Tempo Perso a Ostuni per chiudere il weekend nel modo giusto.

Ciclovia dell’Arno: da Firenze al mare attraverso la Toscana

Distanza: circa 42 km (tratto Firenze–Empoli) · Difficoltà: facile · Stagione ideale: tutto l’anno (evitare agosto)

La Ciclovia dell’Arno è ancora in parte in sviluppo, ma il tratto tra Firenze ed Empoli è già percorribile con continuità e offre qualcosa che pochi itinerari toscani garantiscono: uscire da Firenze senza usare l’auto e ritrovarsi in dieci minuti in una campagna che non ha niente di turistico.

Si costeggia il fiume verso ovest, attraversando paesi come Signa, Lastra a Signa e Montelupo Fiorentino — quest’ultimo famoso per la ceramica, con i laboratori artigiani affacciati direttamente sul percorso. Il paesaggio cambia continuamente: tratti in pineta, zone agricole, anse del fiume con aironi e germani reali.

Chi vuole allungare può continuare fino a Pontedera o Pisa, trasformando il weekend in un mini tour di due tappe con pernottamento a Empoli o San Miniato. Il ritorno in treno da Pisa è comodo e frequente.

Da non perdere: il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino, a due passi dalla ciclabile; e la piazza di San Miniato Alto, raggiungibile con una breve deviazione collinare per chi ha ancora energie nel serbatoio.

Prima di partire: tre cose che fanno davvero la differenza

Qualunque percorso si scelga, ci sono tre variabili che separano un weekend riuscito da uno stressante:

Il noleggio locale batte sempre la bici portata da casa. Trasportare la propria bici su un viaggio già strutturato è scomodo, costoso e rischioso. Le ciclovie più attrezzate — e tutte quelle in elenco lo sono — hanno punti noleggio che permettono di prendere la bici in un posto e lasciarla in un altro. Niente da caricare, niente da proteggere.

La struttura giusta cambia la logistica. Un hotel con rimessaggio sicuro, officina base e staff che conosce i percorsi locali vale dieci minuti di ricerca in più in fase di prenotazione. Non si tratta di lusso: si tratta di non perdere un’ora la domenica mattina a cercare dove gonfiare le gomme.

Il percorso va calibrato su chi lo fa davvero, non su chi si vorrebbe essere. Quaranta chilometri in pianura sono un pomeriggio rilassante. Quaranta chilometri con 800 metri di dislivello sono una cosa completamente diversa. La e-bike aiuta, ma non azzera tutto. Meglio partire in scioltezza e aggiungere, che arrivare distrutti al secondo checkpoint.