Natura lussureggiante, a tratti aspra, parchi nazionali come quello dell’Aspromonte e 800 km di costa punteggiata da spiagge e calette spettacolari: è questo ciò che offre la Calabria, una terra splendida dall’impressionate patrimonio storico, figlio di una storia millenaria iniziata nel VIII a.C.

Scoprire le bellezze della regione significa aggirarsi tra i suoi borghi, i suoi siti archeologici e le numerose sorgenti termali che permettono di godersi un soggiorno tra relax e benessere psico-fisico, in contesti paesaggistici a dir poco spettacolari.

Le Terme di Caronte e quelle Luigiane

Nel territorio di Lamezia Terme, a due passi dal pittoresco Golfo dei Sant’Eufemia, si trovano le Terme di Caronte: note come Terme Angae sin dal II d.C., le sorgenti sgorgano ai piedi del Monte Reventino, a temperature altissime che sfiorano i 39°. Si tratta di acque sulfuree dalle proprietà note anche agli antichi romani: il loro potere curativo, infatti, risulta evidente nel caso di patologie reumatiche, ginecologiche, dermatologiche e respiratorie.

Davanti allo stabilimento termale, immerso in un lussureggiante parco punteggiato da querceti, si trova la Piscina di Caronte, una vasca pubblica dove tutti possono usufruire dei benefici delle acque sorgive assolutamente gratis. In questa piscina si possono anche effettuare suffumigi naturali e sfruttare l’argilla presente sul fondo della vasca per fare fanghi: a due passi è presente un fresco torrente che permette di mettere in pratica il famoso percorso Kneipp, passando dalle calde acque della piscina a quelle fresche del fiume.

Le Terme Luigiane sono affacciate invece sulla meravigliosa Riviera dei Cedri e sono state elogiate persino da Plinio il Vecchio: sorgono tra i borghi di Guardia Piemontese e Acquappesa, nella valle attraversata dal fiume Bagni prima di sfociare nei pressi dell’iconico Scoglio della Regina.

Le acque sgorgano da ben quattro sorgenti, tre delle quali a 45° circa mentre la sorgente Galleria Fredda ha una temperatura più bassa di circa 22°: queste acque hanno un altissimo grado Solfidrometrico e sono considerate benefiche in particolare per l’apparato ginecologico, respiratorio e per la pelle. Le Terme Luigiane sono poi famose anche per l’innovativa Lutoterapia che prevede l’applicazione di fanghi composti anche da alghe bianche ricche di carotenoidi, fitosteroli e vitamine A e B.

Le Terme di Antonimina e le leggendarie Grotte delle Ninfe

In provincia di Reggio Calabria, a due passi da Locri e dalla suggestiva Costa dei Gelsomini, sorgono le Terme di Antonimina. Le sorgenti che le alimentano, proprio nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte, erano soprannominate in passato “Acque Sante Locresi” in virtù delle portentose proprietà curative: ancora oggi le Terme di Antonimina sono frequentate in particolare da quelle donne che hanno problemi ginecologici e di sterilità.

Queste acque sorgive erano a quanto pare utilizzate anche dai greci della vicina città di Locri, Epizephiri, visto che costruirono addirittura una sorta di acquedotto per fare arrivare l’acqua direttamente nel loro centro abitativo.

Le Terme di Antonimina sono indicate anche per la cura di dermopatie, patologie dell’apparato circolatorio e respiratorio: all’interno dello stesso Consorzio Termale Antonimina-Locri sono presenti anche dei centri diagnostici che predispongono il percorso ottimale in base all’anamnesi del paziente.

Le Grotte delle Ninfe sono certamente le terme più spettacolari di tutta la Calabria e si trovano a Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza: si tratta di una sorgente di acqua sulfurea che sgorga, come un caldo ruscello (chiamato Caldanello), all’interno di una sorta di canyon incastonato tra due alti pareti rocciose. Non c’è alcun stabilimento di lusso, ma la bellezza del luogo, con i riflessi di luce sulle acque turchesi della sorgente, non ha forse eguali in tutta Italia: non stupisce che le Grotte di Ninfa siano ammantate da una leggenda, in base alla quale proprio qui la ninfa Calipso incantò Ulisse durante il suo viaggio di ritorno a Itaca; un altro racconto invece narra che la sorgente fosse l’elisir di bellezza delle mitologiche ninfe Lusiadi.

Le acque sulfuree delle Grotte delle Ninfe, a quanto pare utilizzate anche dai coloni greci che fondarono la città di Sibari, sono considerate benefiche in particolare nel caso di malattie reumatiche o problemi dermatologici come dermatiti e acne: la stessa fanghiglia presente sul fondo della sorgente può essere utilizzata direttamente sulla pelle, in una sorta di SPA naturale circondata da uno scenario paesaggistico spettacolare.